Sant'Anna d'Alfaedo - Il Museo - Verona

Verona, Sant'Anna d'Alfaedo - Il Museo: A Sant’Anna d'Alfaedo accanto alla preistoria convive anche la paleontologia. Infatti, nel suo piccolo Museo, di proprietà comunale e allestito con l'...
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Sant'Anna d'Alfaedo - Il Museo


A Sant’Anna d'Alfaedo accanto alla preistoria convive anche la paleontologia. Infatti, nel suo piccolo Museo, di proprietà comunale e allestito con l'appoggio di quello di Verona, vi sono due sezioni: quella preistorica, che è stata risistemata, e quella paleontologica, che sta registrando uno straordinario incremento.

In quest'ultima confluiscono tutti i reperti che vengono rinvenuti durante i lavori nelle cave, specialmente in quelle del vicino Monte Loffa, forse le più estese cave di calcari lastriformi oggi attive in Italia. Si tratta di rocce del Cretaceo superiore che conservano una ricca fauna a vertebrati marini. Questi fossili - squali lunghi cinque o sei metri, razze, mosasauri, tartarughe - andavano fino a pochi anni fa distrutti, spiega il dott. Lorenzo Sorbini che si occupa di questo settore, per conto del Museo di Storia Naturale di Verona.

Fu merito di un gruppo d’abitanti del paese, tra cui alcuni cavatori, se ci si rese conto in loco dell’importanza dei fossili trovati. D'accordo con il Museo di Verona e la Soprintendenza delle Antichità, iniziò così un'opera didattica per spiegare il significato dei fossili e la loro importanza e per convincere a portare nel locale Museo i nuovi ritrovamenti. Oggi non pochi cavatori sono in grado di distinguere le vertebre di uno squalo da quelle di una razza e le costole di una tartaruga da quelle di un mosasauro. E quando il geologo visita le cave viene sottoposto ad una serie di domande, anche difficili, che testimoniano un interesse ed una vitalità culturale senza dubbio positivi.

Certo è che se i reperti invece di rimanere a S. Anna fossero stati portati a Verona, questa raccolta che si accresce quasi ogni mese non si sarebbe costituita. Senza tener conto poi del fatto che a Verona non si saprebbe dove sistemare gli esemplari trovati che hanno lunghezze da un minimo di un metro fino a sei o sette metri.

Di questa singolare, rara, collaborazione fra industria e scienza si è fatto promotore anche Lino Benedetti che da anni s’impegna per una valorizzazione turistica e culturale di S. Anna e di Fosse.

Si è affermato che accanto alla sezione paleontologica c'è, nel Museo di S. Anna, una sezione di preistoria. Quest'ultima accoglie reperti di qui e dell'alta valle di Fumane (Molina soprattutto) in grado di offrire al visitatore un quadro completo della I preistoria locale.

Un elenco: asce di selce rozzamente lavorate, punte di freccia peduncolate, coltelli acuminati, tranchet e pics, percussori, raschiatoi, lisciatoi di serpentino, punteruoli, bolas, elementi di falcetto, macine per granaglie, pesi da telaio, fusaiole, grani di collana in calcite, fibule, aghi, punteruoli, punte di freccia, di lancia e di giavellotto in bronzo e in ferro, lame di pugnale, anelli in bronzo, perle di pasta vitrea, punteruoli d’osso forato, corna di capriolo e di grosso cervo in parte lavorate, frontale di bovide, vasi di terracotta, anse lunate, cocci di vasi con incisioni a crudo, cariossidi di frumento bruciato, corredo funebre di tomba neolitica, resti di cremazione, denti d’orso (spelaeus) e di cinghiale e monete romane d’epoche diverse.

Tra il materiale esposto, sono particolarmente interessanti due alari di tipo gallico in pietra arenaria che costituiscono, forse, la forma di scultura più antica di tutta la Lessinia, nonché le famose "selci strane" (false) che tanto scalpore suscitarono in Italia ed all'estero sul finire dell’800.

In una vetrina si ammira infine uno schema quanto mai chiaro illustrante la storia geologica dei Lessini di Sant'Anna d'Alfaedo con materiale fossile fra cui ammoniti (una delle quali sezionata e levigata), sezioni di baleoniti, campioni di rocce del Lias e noduli di selce e di pirite abbondanti nei fanghi marnosi del Cretaceo medio. Non mancano i calcari crinoidi con pentacrinus basaltiformis, ananchites ovata e concairis, stenonia tubercolata, cefalopodi ed echinodermi, alghe, foramminiferi. Un Museo tutto da vedere.

Fonte: Notiziario BPV numero 2 anno 1981

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