Cologna Veneta - Il Museo - Verona

Verona, Cologna Veneta - Il Museo: Il Civico Museo d’Archeologia e Storia di Cologna Veneta è il più antico della provincia, città di Verona esclusa naturalmente. Esso fu fondato, ...
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Cologna Veneta - Il Museo


Il Civico Museo d’Archeologia e Storia di Cologna Veneta è il più antico della provincia, città di Verona esclusa naturalmente. Esso fu fondato, infatti, nel 1892, con sede in Cologna Veneta (Loggia Umberto I), ed è proprietà di questo Comune.

Si è formato in seguito al rinvenimento d’importante materiale archeologico durante i lavori di scavo per il canale di deviazione del fiume Guà; a questo primo nucleo di materiali si sono poi aggiunti reperti affiorati occasionalmente nella zona del Colognese, che frequentemente restituisce alla luce abbondante materiale in ispecie romano. L'importanza strategica del Castello dì Cologna nel Medioevo e l'eccezionale privilegio concesso dalla Repubblica Veneta nel 1405, per cui la città di Cologna fece parte del Dogado, sono altri due temi tenuti presenti dal museo, nel quale vengono così raccolti anche altri oggetti storici ed artistici di questo periodo, oltre che del periodo risorgimentale.

Il Museo si propone di raccogliere ed illustrare il materiale archeologico locale al fine di divulgare e completare lo studio archeologico del territorio. Si propone inoltre di incrementare la raccolta degli oggetti d’importanza storica e culturale dei periodi medioevale, rinascimentale e risorgimentale, sempre con il fine di promuoverne lo studio e, con la conservazione e la divulgazione, la conoscenza.

Fino a qualche anno fa era in grave stato d’abbandono e in sostanza non visitabile; per interessamento poi di un gruppo d’appassionati e dell'Amministrazione Comunale, il museo è stato ripristinato.

Al piano superiore si è collocata la parte antica dell'archivio e la sottostante sala del museo, totalmente restaurata, è stata riaperta al pubblico. I reperti sono così tornati una seconda volta alla luce, con nuovo inventario, pulizia dei pezzi e ordinamento razionale e leggibile; fra l'altro, la riapertura del museo ha segnato anche un nuovo affluire di doni e depositi d’antichi oggetti di gran valore.

Tra i più importanti del museo vanno segnalati pezzi pre-romani e romani - fittili, vitrei e metallici - venuti alla luce a Baldaria, ancora nel lontano 1892: si tratta d’urne funerarie, di fibule, di spilloni, di coltelli, di doppi manici di situla, di collane e catenine, di cinturoni, di specchi, di statuette, di cucchiai e forchette, d’ampolle, di lucernette ed altro. Il nucleo più importante dei materiali è dunque costituito dai corredi funebri della necropoli di Baldaria ed è inquadrabile tra I'VIII e il VI sec. a.C.

Da segnalare in particolare è una placca di cinturone a losanga con inciso il disco solare trainato da uccelli acquatici molto stilizzati. Il motivo decorativo rientra in una simbologia di carattere religioso, che ha avuto ampia diffusione nell'Europa centrale intorno al I millennio a.C.

Rapporti con le culture del mondo mediterraneo indica invece una fibula con tre scimmiette sull'arco. Gli altri materiali - spilloni a globbetti, fibule a grandi coste, a navicella, a sanguisuga e serpeggianti, bracciali, collane con perle in pasta vitrea, un coltello con manico traforato a fior di loto - rientrano nella tipologia della Civiltà paleoveneta. La ricchezza dei corredi funebri della necropoli di Baldaria fa presumere l'esistenza di una fiorente comunità con stretti rapporti con Este, che in quel periodo rappresentava in sostanza la capitale del mondo paleoveneto.

Un altro gruppo d’oggetti molto interessanti è rappresentato dai materiali romani, anche questi per la massima parte provenienti da corredi tombali. Molto significativi sono una statuetta di Mercurio, uno specchio in bronzo, piatti, ampolle, balsamari in vetro. Abbastanza ampia è anche la collezione di monete d’epoca imperiale romana e d’epoca rinascimentale.

Dopo la completa ristrutturazione del Museo e l'acquisto di nuove vetrine, è stato iniziato un programma di restauro: esso si è rivolto dapprima agli oggetti in vetro e in ceramica, poi a quelli in metallo. La Soprintendenza Archeologica, sede di Verona, ha proceduto ad una catalogazione di tutto il materiale archeologico.

AI Museo Civico di Cologna Veneta fa pure riferimento I'elaborazione di una Carta archeologica del territorio veronese sud orientale, che è stata promossa dalla soprintendenza Archeologica del Veneto. Così, è stata effettuata una ricognizione "a tappeto", del territorio e sono stati recuperati nuovi abbondanti materiali archeologici, poi depositati presso il museo.

Fonte: Notiziario BPV numero 1 anno 1982

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